Mai più di oggi è attuale questo argomento, i nostri clienti conoscono benissimo la risposta, e tu pensi di conoscerla?

Facciamo un piccolo passo indietro, e vediamo nel dettaglio ciò si intende con i termini; speculativo e conservativo.

Anni addietro, diciamo fino ad una ventina di anni fa, era abbastanza semplice investire, bastava il consiglio di un amico, il funzionario addetto ai titoli della banca o dell’assicurazione (pochissimi si affidavano a consulenti finanziari), poiché era relativamente semplice ottenere dei buoni risultati, talvolta anche a 2 cifre di rendimento, ed in tanti hanno pensato che sarebbe andata sempre così.

Col passare del tempo, la globalizzazione, la Cina, i mercati internazionali, la new economy e chi più ne ha più ne metta, il sistema ha iniziato a scricchiolare, il sistema si è modificato e ciò che andava bene prima o si dava per sicuro, tranquillo, non dava più gli stessi risultati ed è cominciata la confusione sui mercati, da quel momento, nei primi anni 2000, non è stato più così semplice ottenere dei buoni risultati .

Un altro dato importante, è legato alle competenze degli italiani in ambito di educazione finanziaria, ainoi, siamo il fanalino di coda dell’Europa, ciò significa, che si investono i risparmi, più per fiducia che per conoscenza e competenze rispetto ai vari strumenti disponibili.

Le Emittenti, le Società di Gestione del Risparmio, le Banche, le Poste, etc., non hanno sempre informato in maniera esaustiva la clientela sui rischi ai quali si poteva andare incontro.

Così che alcuni hanno visto svanire i risparmi di una vita.

Proprio per questo, senza dilungarci troppo nei vari disastri finanziari che si sono susseguiti negli ultimi anni, poniamo qualche domanda su cui riflettere:

– I risparmiatori rimasti coinvolti con perdite a 5 zeri dei loro risparmi, siamo sicuri che fossero a conoscenza del rischio che stavano correndo?

– Sapevano se il loro investimento, era di tipo speculativo o conservativo?

Per come sono andate le cose, immaginiamo proprio di no !

Molti hanno perso i loro risparmi non conoscendo il tipo di prodotto su cui avevano addirittura investito. I rischi, legati a quel genere di strumento, e soprattutto, senza avere un prospetto chiaro di quello che poteva succedere nel bene e nel male.

Se vogliamo cominciare a capire la funzione di un investimento in oro, le competenze che ci sono necessarie sono poche, l’oro è sempre e rimarrà una garanzia contro l’inflazione e il bene rifugio per eccellenza, poiché sono centinaia di anni che non tradisce mai le aspettative dei suoi possessori.

Oggi, più di ieri, lo troviamo in percentuali variabili fra il 5% il 15%, in portafogli gestiti da professionisti in ambito di Consulenza Finanziaria Indipendente, ovvero professionisti che non hanno nessun conflitto di interessi con le Emittenti di cui consigliano gli strumenti ai loro clienti.

Guardando ciò che ha performato l’oro negli ultimi 10 anni, non vi è uno strumento che regge il confronto, parliamo del + 370%, vale a dire che ogni 1000 euro investite in oro nel 2009 oggi equivalgono a 3.700 euro.

Ora, acquistare oro è da sempre consigliato ai risparmiatori (non dimentichiamoci, che l’Italia ha la quarta riserva al mondo di oro, circa 2500 tonnellate), ma guardiamo i nostri vicini; Svizzera, Germania, Austria, sono anni che in questi Paesi le famiglie acquistano oro, 60 famiglie su 100 investono in oro, mentre in Italia, su 100 famiglie solo 3 hanno accumulato e stanno accumulando oro.

Naturalmente, stiamo parlando di Oro da Investimento, in lingotti esenti iva e di una purezza pari a 999,9 millesimi.

Abbiamo deciso, dopo aver rinnovato un po’ il look del sito, di aprire questo blog, dove è possibile richiedere informazioni o notizie tramite mail, indirizzando le richieste a info@extragold.it.

Le risposte, gli approfondimenti e perché no, i vostri consigli, saranno pubblicati sul sito naturalmente in forma anonima (non vogliamo creare siti di discussioni inutili o frequentati “dai leoni della tastiera”), ma desideriamo solo approfondire tematiche che possano essere utili inerenti all’oro da investimento.
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